Grand Cru

C’è stato un tempo, pieno di cravatte e carte d’imbarco, in cui spesso viaggiavo per lavoro. Niente di particolarmente strano, lo fanno in tanti. Mi piaceva stare negli aeroporti: adoravo sopra ogni cosa acquistare bottiglie di vino al duty free. Molti invece preferivano il camembert o le mozzarelle. A me piaceva comprare del vino. E siccome non sono mai stato un grande intenditore, tendevo a comprare vini pregiati, vagamente costosi, dalle elaborate etichette.

Arrivavo a casa e mia moglie – cioè quella che al tempo era mia moglie – buttava un occhio rapido all’etichetta e diceva, con un fare fra l’annoiato e l’esperto: “Ah certo, lo conosco, è il … (fate voi il nome)…”. Ottimo, davvero una buona scelta”.

Io restavo lì, intontito, come se la bottiglia l’avessi già bevuta.

Diffidate dei docenti di storia medievale con la passione per le dottorande e il buon vino francese.

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1 comment so far

  1. Valentino on

    i vini francesi hanno un bouquet intenso e complesso e creano aspettative che molte volte deludono il palato… i vini italiani al contrario mantengono molto più di quanto promettono…


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