30 secondi da un altro pianeta

Lungo quel corso le macchine si muovevano lente, quelli erano anni fatti di auto lente. La luce era pallida, questo lo ricordo. Poteva essere la fine dell’ennesimo inverno torrido. O forse sono solo ricordi immaginati. Chissà.

Viaggiavamo paralleli, tu non guidavi, ti avevo intravisto al semaforo precedente e sperato di non sostare troppo a lungo vicino a te. Io ero al mio posto: un’altra macchina, un’altra vita.

Ma sono alla tua destra. Abbasso il finestrino, non posso farne a meno. Tu mi guardi e mi saluti. Mi dici: “Sono stanca”.

Stavi andando in tipografia. Io andavo al supermercato.

Ancora oggi evito di passare di lì.

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1 comment so far

  1. cinzia costarelli on

    ..molto bello.


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