Living room

La prima volta mi è capitato guardando una cucina, in un bel negozio di arredamento. Tra graniti naturali e wengè di ordinanza si intravedeva una  meravigliosa struttura metallica sopra il fornello: la cappa. Stava lì, sospesa ma prossima, utile ma distante. Già me la immaginavo troneggiare nella mia cucina. Che fare allora? Acquistare e far installare. Salvo poi scoprire che a casa – in una casa reale voglio dire – il risultato era leggermente diverso. Certo, la cappa era lì, anodizzata, con tutte le sue belle luci alogene e i pannelli che assorbono gli odori. Ma non era più così libera e signorile come la prima volta che l’avevo vista. Adesso, un orribile orpello si allungava sopra di lei: nessuno mi aveva parlato del tubo flessibile che porta via fumi e aromi verso luoghi misteriosi, il balcone magari.

Lo stesso accade con i televisori moderni: appesi negli allestimenti dei negozi si stagliano ieratici, privi di ogni contatto con la volgare terra. Persino nel clamore dell’Ikea loro se ne stanno lì, perfetti nella loro geometria. Poi, a casa, mille cavi si allungano volgari come serpi.

Non parliamo poi di lavandini e sanitari.

Forse avrei dovuto vivere in un catalogo di arredamento d’interni.

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