Il momento del cappello

Per una certa generazione il momento – QUEL momento – è arrivato.

Dopo aver cercato di portare l’immaginazione al potere ed essersi seduti su qualche cattedra universitaria oppure alla scrivania di qualche redazione di giornale, ora, queste belle teste pensanti, hanno deciso di indossare il cappello. Tradizionale, a tesa lunga, a coppola o alla Jacky Stewart. Non importa la foggia, l’importante è coprire la testa.

L’altro giorno mi è capitato di incrociare uno di questi signori. Io me lo ricordavo alto, quasi imponente, con la sua bella barba e gli occhi vivi. All’università, le mie compagne affollavano la prima fila, durante le sue lezioni. Statisticamente, parecchie di loro hanno poi affollato anche il suo letto. Naturalmente lui era sposato, e aveva anche un’amante fissa, una specie di seconda famiglia. Non si faceva mancare nulla.

Gli son passato accanto e mi è parso così piccolo, così insignificante. Oltre al cappello, aveva persino il loden verde. Continua a non farsi mancare nulla, il ragazzo.

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