Un giorno normale

C’è un giorno particolare nella mia vita. Non è un anniversario, che ne so, non è per esempio il giorno in cui è nato mio figlio o quello in cui ho ritrovato la mia amatissima ragazza, un mattino d’estate: ho anch’io le mie date nascoste, in fondo al cuore, come tutti. No, questo è un giorno normale, fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Il giorno in cui devo fare i conti con la vita.

Negli ultimi anni, grazie all’innovazione tecnologica, quel giorno si presenta con il suono gentile di una nuova mail nella casella di posta elettronica aziendale. Il suono è sempre lo stesso ma chissà come mai riconosco che si tratta di QUEL messaggio ancor prima di aprirlo. E già sento che c’è pure l’allegato in pdf. In fondo è l’allegato quello che conta, spesso il messaggio contiene un semplice “Saluti“. Punto.

Oggi sono arrivati i modelli CUD aziendali.

Diligentemente – perché in fondo sono una persona affidabile e concreta – li stampo e li firmo uno per uno, con quella mia firma che da ragazzo provavo per ore sulla Smemoranda e che adesso è diventato uno svolazzo che vorrebbe essere manageriale ma forse è solo lo scarabocchio di un signore mancino.

Li suddivido per centro di costo, preparo le buste da spedire, stampo le etichette degli indirizzi da mettere sulle buste e inizio il giro rituale per consegnare i moduli ai colleghi che sono in ufficio.

Così, mentre vago con quel plico che si assottiglia progressivamente, mi rendo conto che forse – ma forse, eh – non tutte le cose non sono andate proprio come volevo.

E allora mi chiedo come sarebbero dovute andare queste cose, che cosa avrei voluto fare, o essere. Ma – come diceva sempre una persona molto intelligente che conosco e che per fortuna ho smesso di frequentare – il mio problema è che non sapevo bene che cosa volevo fare da grande, quando ero piccolo. E anche quando ero un po’ più grande. Non l’ho mai saputo, insomma. Quindi, non dovrei lamentarmi.

Diceva lei, con la sua governante sudamericana.

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1 comment so far

  1. Sabrina on

    E’ incredibile come, leggendo cio’ che hai scritto, ritrovo molto di me stessa.
    Sono Team Manager, gestisco delle persone e nn mi piace farlo.
    Mi e’ capitato x caso di ritrovarmi in questa posizione nella mia precedente azienda ed ora fa parte del mio CV.
    La cosa piu’ ridicola e’ che, nonostante nn mi piaccia, questo sara’ il mio futuro, perche’ per ogni altra posizione, o lavoro, serve esperienza che io nn ho.
    Nn ho mai avuto un sogno da piccola, si forse volevo fare la ballerina, lavoro effimero e x pochi, e continuo a nn avere un sogno. Anzi, forse uno ce l’ho, vincere il lotto. Nn per comprarmi vestiti griffati (so che lo stavi pensando) ma solo ed unicamente x smettere definitivamente di lavorare. Ma, forse dovrei cominciare a giocare, che dici?
    Ciao Marco……
    Sabrina


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