Vola

Ho passato quasi 15 anni della mia vita a interpretare una canzone. Una vecchia canzone di Ivano Fossati che ho sempre pensato mi appartenesse. Solo dopo ho scoperto che capitava a molti con molte canzoni, con quelle di Fossati in particolare.

In ogni caso, mi piaceva stare lì a fare il trentenne che si era vestito come un idiota vestito, che non era stato invitato alla festa di qualcuno. Imperterrito, per dimostrare di non essere morto né guarito, ho fatto tutto quello che il manuale prescriveva, chiamare amore un amore qualunque, non avere voglia di bere, né di parlare, mi sono addirittura sposato. E mia moglie mi diceva sempre che non avevo amore di cui parlare.

Il massimo lo raggiungevo osando quel pensiero segreto, inconfessabile eppure evidente come un giorno di prima estate. Non avevo il sottoscala nella mia ragione, abitavo in un condominio. Avevo camere, soggiorni, ripostigli. Ecco, nel ripostiglio della mia ragione avevo sempre sperato nel suo ritorno. D’accordo, era solo un tarlo, ma chi può dirlo?

Insomma, tutto questo mi ha sempre fatto sentire meglio. Da fuori però non davo questa impressione. No no.

…per un ragazzo che conosco che vive vicino alle porte del cosmo.

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1 comment so far

  1. federico on

    i sembri già un po’ più sù….


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