Smalltown girl

Sono fermo a un semaforo, un mattino.

C’è questo gruppetto di ragazze: sono appena scese da un autobus che arriva da fuori, uno di quei posti che stanno subito al di là della città, quei luoghi inesistenti che non sono in periferia, ma nemmeno in campagna. Camminano indolenti, attraversando la strada all’improvviso si bloccano per trapestare sul telefonino e parlare a voce alta. Le auto si fermano, innervosite. Alcune di loro sono di bassa statura, molto grasse. Fumano. Non ho mai visto nulla di più osceno di una quattordicenne che fuma. Mi chiedo dove affondino le radici di questa loro presunzione di bellezza. Di questa arroganza da supermercato.

Nel gruppo ce n’è sempre una più esperta, una che finge di sapere del mondo. Le altre le si affollano attorno, parlano fitto. Puntualmente, ce n’è anche una più alta, secca come un chiodo. Se sta un po’ in disparte, con gli occhiali spessi e l’apparecchio per i denti. Cerca di restare nella tribù. Partecipa, alla sua maniera.

La ragazza alta mi guarda. Ha un sorriso dolce, dietro i fili di acciaio. Le sorrido, cercando di non sembrare un pedofilo.

Vorrei dirle che tra qualche anno le cose saranno diverse. Che il suo corpo cambierà, che diventerà una donna. Che studierà o lavorerà. Che forse farà dei figli o forse no. Che avrà un gatto, magari. Che il suo sorriso sarà amato da qualcuno. Che andrà meglio.

Ma è verde, adesso. Sfioro il gruppetto, c’è rumore di traffico e di cattiveria.

Annunci

No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: