The bus stops here

Mancavano solo due fermate. E quattro pagine di racconto. Sarebbe stato facile tirare diritto, scendere dopo, magari al capolinea. Due passi a piedi non hanno mai fatto male a nessuno. A quattrocento metri dalla mia fermata restava da leggere una pagina e mezza. Il racconto era bello: parlava di etica, di morale, di sani principi che crollano quando capisci davvero ciò che desideri realmente. Parlava d’amore, ça va sans dire.

Intravvedo il palazzo dove si trova il mio ufficio, chiudo il libro e scendo. Cammino sotto la pioggia e penso che  – in fondo – ho fatto bene: sarei arrivato tardi, ho un sacco di cose da fare, devo scrivere quella mail, stasera ho lezione, mi piacerebbe anche andare in palestra, dovrei telefonare ai miei. Un condensato di responsabilità e pragmatismo.

Forse avrei dovuto scendere alla fermata successiva, qualche volta. Chissà, magari scriverei cose più divertenti.

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