Dark ages are coming

L’altra mattina stavo bevendo il caffé sul balcone. Faceva fresco, nubi scure correvano veloci sui tetti mentre mi facevo distrarre dalle tracce sabbiose che la pioggia notturna aveva lasciato sul pavimento. Improvvisamente, da una finestra della casa di fronte è spuntato un braccio che ha lasciato cadere un sacchetto di immondizia sul tetto del basso fabbricato che c’è in cortile. Toccando il suolo, il sacchetto ha fatto un rumore secco, lasciando immaginare il suo carico di plastica, bucce di banana, assorbenti usati, sugo rappreso e bottiglie di birra. Lì per lì non mi son stupito granché, insomma, erano le sei del mattino. Sono rimasto lì a bere  il caffé e il mio cuore non ha fatto un sussulto, nemmeno uno – dico – uno di quelli impercettibili, che solo un’apparecchiatura elettronica d’ospedale avrebbe potuto rilevare.

Questa mattina, stavo bevendo di nuovo il mio caffé e in cortile i sacchetti sono diventati cinque. Probabilmente, ai piani bassi, il fetore inizierà a sentirsi.

Così mi sono chiesto: “Quando è successo? Quando è tornato il medioevo delle torri e degli escrementi gettati dalle finestre a bifora?”. Ho anche guardato in basso, se per caso vedevo gente in calzamaglia intenta a suonare il liuto.

Ma niente, solo i cani della vicina latravano disperati.

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2 comments so far

  1. Franncesca on

    Mi viene in mente questo. Preciso, preciso

  2. tokyoblues on

    Esatto. Uguale, uguale.


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