Lo zoo di legno

Per primo, un piccolo lupo azzurro abbandonato sullo scaffale degli arredi bagno. Aveva una faccia morbida e appuntita. Stava lì, appoggiato a uno scopino da cesso, le zampette ordinatamente appoggiate. Quando gli sono passato davanti i suoi occhi mi hanno seguito, come gesù dal crocefisso.

Poi ho incontrato uno squalo di peluche, dimenticato su uno scaffale: con una pinna si appoggiava al ripiano, cercando di sporgersi.  Con occhi morbidi sembrava volesse dirmi qualcosa, chissà, forse cercava la strada per un mare di ciniglia.

Alle casse poi c’era un orsetto nascosto nel cestone dei sacchetti gialli. La gente continuava a mettergli sopra altri sacchetti e lui, piano piano, andava a fondo.

Vedevo solo il suo piccolo foulard a quadretti rossi, laggiù, dentro un mare di segatura.

Ma lui sorrideva, felice.

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