Ceci n’est pas un post

Dunque, ci sono questi ragazzi sull’autobus. Sono in tre, due ragazzi e una ragazza. Vestiti come si vestono adesso i ragazzi, hanno zaini, borse, piercing, cuffiette. C’è tutto l’inventario giovanile: sono belli ma assolutamente inguardabili, indossano buffi berretti e hanno acconciature da incubo. Uno dei ragazzi ha anche la tipica faccia da idiota innamorato. Bovinamente, non toglie gli occhi dalla ragazza, le mani intrecciate nelle sue, la bocca leggermente socchiusa. Manca solo un filo di bava sgocciolante.

Sono d’origine evidentemente orientale. E parlano tra loro in italiano.

Così ho pensato che la lingua ti è sempre avanti di un passo. Credi di conoscerla, controllarla – di dominarla persino – ma lei no, lei ti frega. E così, mentre tutt’intorno la gente scuote la testa e si guarda in cagnesco, tre giovani ti fanno capire che sei morto.

E che – vedrai – anche senza l’aiuto del tuo dio o del tuo partito, resusciterai.

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