Finale alla francese

Avete presente i film francesi? C’è sempre una ragazza. Bella, ardente e appassionata, di solito con due tette strepitose. Ok, forse lei sarà anche un po’ inquieta, perché conduce una vita piena di cose belle e di cose brutte, una vita normale. Ma c’è qualcosa che la rende infelice: non è chiaro che cosa sia, e forse nemmeno il film saprà raccontarlo.

Poi c’è sempre un marito. Il classico bravo ragazzo: belloccio, ma non strepitoso. Sguardo sincero, aperto, maglioni girocollo grigi, jeans scoloriti. Al mattino le prepara il caffè e poi scompare da qualche parte, in un altro pezzo di film. Ma la storia va avanti e lui riappare la sera, quando torna con il pane, il formaggio e il latte comprati al negozietto, giù in paese. Giusto, dimenticavo: la coppia vive sempre in una vecchia casa poco fuori l’abitato. Una casa di decadente bellezza, con un giardino vagamente trascurato.

Poi accade che lei – la ragazza – si innamori di un tipo con la barba incolta.  Uno straniero, meglio ancora se profugo, magari con un passato misterioso e qualcosa da nascondere. Uno di quelli maledetti, che appena svegli versano il cognac nella tazzina del caffè lasciata sul tavolo la sera precedente. Quelli che indossano cappotti sgualciti e che si lavano poco. Perché, lo sanno tutti, i maudits devono puzzare.

A un certo punto, c’è la scena di sesso fra la ragazza e il puzzone fascinoso. Girata in presa diretta, c’è un silenzio così forte che si sente il rumore della macchina da presa. Lui la avvinghia, le alza il soffice maglione a collo alto, la possiede in una stanza vuota. Chissà perché le case nei film francesi sono piene di stanze vuote. Fanno le cose in fretta e dopo si accasciano esausti sul pavimento in legno grezzo. Nella casa, le porte sono dipinte con più strati di spessa vernice bianca. La casa è piena di libri. Fuori si sentono i gabbiani e il cielo è un tumulto. Chissà perché ci sono sempre i gabbiani quando due persone scopano. Almeno nei film francesi, intendo.

Intanto il marito vive ignaro la sua vita. Ha un lavoro, ma in realtà coltiva un segreto. Fa il geometra, ma sogna di costruire velieri.

Quando la sera si incontrano, lei ha lo sguardo lontano e spesso rifiuta le sue avances. Lui chiede, fa domande, ma alla fine si accontenta dei suoi silenzi. Non si abbatte: si limita a salire in soffitta a riordinare fotografie o si mette a sistemare l’impianto elettrico.

Non si sa mai come va a finire il film. Il finale è aperto, verrebbe da dire.

Una cosa è certa, il marito scompare sempre dalla sceneggiatura.

Lo si ritrova solo nei titoli di coda.

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