La neve non bagna i Labrador

Doris

Una volta avevo un cane. Un bellissimo cane. Era una ragazza e all’inizio non la volevo. Ma questo è abbastanza normale per me.

Era bionda e intelligente.

Quando dormiva sospirava pesantemente – io ero convinto che fosse per il puro piacere di dormire – e adoravo che lo facesse. La sentivo quando ero seduto alla scrivania, la sapevo di là, coricata su un tappeto o su un divano. Lei sospirava e io sorridevo.

Sapeva di vaniglia, lì sulla sommità della testa, tra quegli occhi scuri così belli, un po’ come i neonati quando te li mettono in braccio per la prima volta.

Adorava correre sotto la neve. Quello che mi ha sempre colpito era la sua totale indifferenza alla neve che le cadeva sul pelo. Quella neve la bagnava ma anche no. Lei non la sentiva, lei correva, andava lontano poi a un certo punto si bloccava, alzava la testa e mi cercava. Allora io davo una voce e lei tornava verso di me. Arrivava veloce e si metteva al mio fianco, prendendo il mio passo. Restando indifferente alla neve che a piccoli cristalli ghiacciati decorava il suo mantello.

Qualche tempo fa ho pensato che vorrei essere anche io indifferente alla neve che ti scende sulle spalle. Ho pensato a come in fondo sia importante continuare a correre, indifferenti a quello che ti colpisce.

Solo che poi, qualche volta, ci vorrebbe qualcuno a darti una voce.

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1 comment so far

  1. tokyoblues on

    Per una ragazza di nome Doris


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